Festa de che? Ma perchè dovrei festeggiare? Santo Stefano? Visto che Stefano si chiama uno dei miei stupratori quando è successo, sinceramente è l'ultimo nome che santificherei. Ma vaffanculo un po', devono fare santa me per tutto quello che ho sopportato e che sto sopportando!
A me però non mi fa santa nessuno. Sono la poveretta con la nuvola di Fantozzi sopra la testa.
Continuo a leggere sul mio e-reader: non sostituisce l'odore dei libri nuovi, della carta, però mi piace da morire un sacco. Continuerò a comprare il cartaceo, ma intanto sono comodissima così. Bello avere lì dentro tutti i testi che voglio. E le foto: le foto con lui.
Mi manca tanto: avremmo dovuto passare insieme anche questi giorni come sempre, e FORSE avrei trovato qualche motivo per festeggiare.
Già il fatto di essere con lui sarebbe motivo di festa.
Chissà quando ti rivedrò amore mio... chissà...
Non ci voglio pensare. Vorrei addormentarmi e risvegliarmi il giorno della tua liberazione.
Sono stanca e stufa, e sono stanca e stufa di ripetere che sono stanca e stufa.
Vorrei rompere tutte le faccette felici che vedo coi cappellini di babbo natale con le stelline che luccicano. Romperle tutte, e farle luccicare di sangue.
lunedì 26 dicembre 2011
domenica 25 dicembre 2011
Sempre come sempre.
Oggi è Natale.
E con ciò?
Dovrei credere alla nascita dell'amico immaginario in mezzo alle vacche, ed essere felice ed emozionata, come tutti voi? Mmmmh, no.
Per me è una giornata esattamente come tutte le altre. Come tutte le altre mattine sono andata a prendere il mio metadone, sotto gli sguardi un po' tristi dei medici e degli infermieri, come a dire "poveretta che esistenza triste". Beh, hanno ragione.
Ho un'esistenza triste, in questo momento.
Senza di lui, tutto è triste, tutto è noia, tutto è schifo.
Oggi che sono tutti felici, a maggior ragione mi fa tutto ancora più schifo!
Me ne vado a leggere. Come sempre.
Che cazzo cambia oggi? Mi viene solo da vomitare davanti alla vostra felicità ingiustificata.
E con ciò?
Dovrei credere alla nascita dell'amico immaginario in mezzo alle vacche, ed essere felice ed emozionata, come tutti voi? Mmmmh, no.
Per me è una giornata esattamente come tutte le altre. Come tutte le altre mattine sono andata a prendere il mio metadone, sotto gli sguardi un po' tristi dei medici e degli infermieri, come a dire "poveretta che esistenza triste". Beh, hanno ragione.
Ho un'esistenza triste, in questo momento.
Senza di lui, tutto è triste, tutto è noia, tutto è schifo.
Oggi che sono tutti felici, a maggior ragione mi fa tutto ancora più schifo!
Me ne vado a leggere. Come sempre.
Che cazzo cambia oggi? Mi viene solo da vomitare davanti alla vostra felicità ingiustificata.
venerdì 23 dicembre 2011
Buon Natale, buoni cazzi e mazzi!
Buon pomeriggio a tutti.
Continuo a pensare a cosa farà Ganga in carcere a Natale. Gli faranno fare un albero, o un presepe? Riceverà dei regali? Cosa potrei regalargli io? Non è facile, viste le cose che possono entrare, la lista è relativamente ristretta. E oltretutto non posso fare il pacchetto perchè verrebbe distrutto all'entrata, quindi che mierda! Pensavo di prendergli un libro, anche se gliene ho già portati diversi non sarà una gran novità, ma sempre meglio del prosciutto o formaggio sottovuoto, direi.
La mia vita è decisamente cambiata; e sta continuando a cambiare. Tante persone mi ripetono della fortuna che lui ha ad avere fuori una persona come me, e la cosa mi fa alquanto piacere! Mi dicono che trovarne di donne che stanno ad aspettarti senza andare a farsi i cazzi loro, o fare le corna, ecc...
A me sembra giusto così! Alla base dell'amore dovrebbe esserci il rispetto (non sempre c'è), come alla base di ogni rapporto umano, suppongo. Io non voglio mancare di rispetto a nessuno, men che meno alla persona con cui ho condiviso e continuerò a condividere il resto della mia vita. Non mi sembrerebbe giusto uscire, andare a feste, andare a divertirmi mentre lui è rinchiuso lì, e senza di lui in ogni caso non lo farei. Oltre alle normali uscite giornaliere per andare al SERT e qualche giro pomeridiano con la mia amica L. per negozi, non faccio altro. Ah sì, esco a fare la spesa. E a trovare mia madre. Beh in ogni caso non faccio NIENTE.
N-I-E-N-T-E.
E il NIENTE farò anche a Natale e Capodanno: nella gioia e nel dolore; in questo caso, in questo periodo molto doloroso, io sono partecipe del suo dolore, oltre che del mio. Quindi è giusto così. Ora vado a fare qualche lavoretto col Cernit, fra cui un dilatatore o qualcosa per te, amore mio.
Sono qui ad aspettarti.
Finchè morte non ci separi.
Ti amo alla follia.
Continuo a pensare a cosa farà Ganga in carcere a Natale. Gli faranno fare un albero, o un presepe? Riceverà dei regali? Cosa potrei regalargli io? Non è facile, viste le cose che possono entrare, la lista è relativamente ristretta. E oltretutto non posso fare il pacchetto perchè verrebbe distrutto all'entrata, quindi che mierda! Pensavo di prendergli un libro, anche se gliene ho già portati diversi non sarà una gran novità, ma sempre meglio del prosciutto o formaggio sottovuoto, direi.
La mia vita è decisamente cambiata; e sta continuando a cambiare. Tante persone mi ripetono della fortuna che lui ha ad avere fuori una persona come me, e la cosa mi fa alquanto piacere! Mi dicono che trovarne di donne che stanno ad aspettarti senza andare a farsi i cazzi loro, o fare le corna, ecc...
A me sembra giusto così! Alla base dell'amore dovrebbe esserci il rispetto (non sempre c'è), come alla base di ogni rapporto umano, suppongo. Io non voglio mancare di rispetto a nessuno, men che meno alla persona con cui ho condiviso e continuerò a condividere il resto della mia vita. Non mi sembrerebbe giusto uscire, andare a feste, andare a divertirmi mentre lui è rinchiuso lì, e senza di lui in ogni caso non lo farei. Oltre alle normali uscite giornaliere per andare al SERT e qualche giro pomeridiano con la mia amica L. per negozi, non faccio altro. Ah sì, esco a fare la spesa. E a trovare mia madre. Beh in ogni caso non faccio NIENTE.
N-I-E-N-T-E.
E il NIENTE farò anche a Natale e Capodanno: nella gioia e nel dolore; in questo caso, in questo periodo molto doloroso, io sono partecipe del suo dolore, oltre che del mio. Quindi è giusto così. Ora vado a fare qualche lavoretto col Cernit, fra cui un dilatatore o qualcosa per te, amore mio.
Sono qui ad aspettarti.
Finchè morte non ci separi.
Ti amo alla follia.
martedì 20 dicembre 2011
Amnistia!
Questa parola mi riempie di gioia e di SPERANZA.
Amnistia.
La speranza di poterti riavere molto prima del previsto con me.
Sarebbe un sogno, il regalo più bello che potrei ricevere: poterti avere con me, riabbracciarti, baciarti, stringerti forte e non lasciarti andare mai più.
Mi manchi da impazzire; è tutto difficile senza di te, ma ce la sto facendo.
Ora vivere in città con la mia amica L. è tutta un'altra cosa: mi tengo molto più impegnata, chiacchieriamo usciamo facciamo spese riesco a ridere, insomma... ho meno tempo per deprimermi e pensare negativo.
A te penso sempre e in ogni caso, ma ora la mia visione è cambiata: dal bicchiere mezzo vuoto sono passata al bicchiere mezzo pieno. Penso a tutte le belle cose che faremo non appena uscirai, al giorno in cui sarò fuori da quel grande cancello del carcere ad aspettarti, sorridendo. Sto decisamente meglio pensando a queste cose che al tempo che non passa... A proposito, sono quasi due mesi.
Ieri ho visto un nuovo avvocato: finalmente una con i coglioni e i controcoglioni, devo dire! Mi richiamerà già stasera per farmi avere notizie per le visite... Questa sì che sa fare il suo lavoro!!!
Sono davvero felice finalmente le cose si muovono nel verso giusto... E se ci sarà davvero l'amnistia, posso dire di essere veramente molto fortunata!!!
Mi sembra di essere cambiata, in questi quasi due mesi: in meglio o in peggio, questo non lo so dire: ma sta di fatto che sono cambiata. Vedo le cose sotto un'ottica molto differente, presto più attenzione ai dettagli, sono più apprensiva e più attenta a ciò che faccio, a ciò che dico. Il 20 gennaio ci sarà il processo. Ci sarò. Ora vado: è arrivata L., andiamo a fare un po' di gioielli col fimo, e devo farle il colore ai capelli.
Ganghino ti amo. Sei sempre nel mio cuore.
Amnistia.
La speranza di poterti riavere molto prima del previsto con me.
Sarebbe un sogno, il regalo più bello che potrei ricevere: poterti avere con me, riabbracciarti, baciarti, stringerti forte e non lasciarti andare mai più.
Mi manchi da impazzire; è tutto difficile senza di te, ma ce la sto facendo.
Ora vivere in città con la mia amica L. è tutta un'altra cosa: mi tengo molto più impegnata, chiacchieriamo usciamo facciamo spese riesco a ridere, insomma... ho meno tempo per deprimermi e pensare negativo.
A te penso sempre e in ogni caso, ma ora la mia visione è cambiata: dal bicchiere mezzo vuoto sono passata al bicchiere mezzo pieno. Penso a tutte le belle cose che faremo non appena uscirai, al giorno in cui sarò fuori da quel grande cancello del carcere ad aspettarti, sorridendo. Sto decisamente meglio pensando a queste cose che al tempo che non passa... A proposito, sono quasi due mesi.
Ieri ho visto un nuovo avvocato: finalmente una con i coglioni e i controcoglioni, devo dire! Mi richiamerà già stasera per farmi avere notizie per le visite... Questa sì che sa fare il suo lavoro!!!
Sono davvero felice finalmente le cose si muovono nel verso giusto... E se ci sarà davvero l'amnistia, posso dire di essere veramente molto fortunata!!!
Mi sembra di essere cambiata, in questi quasi due mesi: in meglio o in peggio, questo non lo so dire: ma sta di fatto che sono cambiata. Vedo le cose sotto un'ottica molto differente, presto più attenzione ai dettagli, sono più apprensiva e più attenta a ciò che faccio, a ciò che dico. Il 20 gennaio ci sarà il processo. Ci sarò. Ora vado: è arrivata L., andiamo a fare un po' di gioielli col fimo, e devo farle il colore ai capelli.
Ganghino ti amo. Sei sempre nel mio cuore.
domenica 11 dicembre 2011
Nostalgia vattene via.
Nostalgia vattene via... Vattene via da qui...
I miss u so much baby...
Ganga perchè non sei qui? Perchè hanno preso te e non tutti gli altri che fanno mille casini in giro? Perchè non sei qui con me? Non voglio sembrare egoista. Voglio solo che tu esca in fretta.
Non voglio fare la checca triste, ma come faccio? Non posso sempre essere la dura di turno.
Non sono fatta di ferro, e ho un cuore. Altrochè se ce l'ho un cuore. E pure tanto grande. Non piango da parecchi giorni per te: ho imparato a non farlo grazie ai tuoi insegnamenti.
Non piango lacrime, ma il mio cuore sanguina. Mi sanguina il cuore. Come se ci avessero fatto dentro un buco col trapano e piano piano si stia sgonfiando. Come un palloncino.
Il mio cuore è un palloncino rosso che sanguina. Come il sangue che mi è sceso dalle vene quella volta nella vasca da bagno che sono svenuta ma tu eri lì e mi hai salvato mi hai fasciato le braccia mi hai portata in braccio sul divano mi hai coccolato mi hai stretta forte come una bambina, piangendo dolore con me, la tua piccola principessa triste.
Tu mi hai sempre salvata, da ogni cosa.
Ora io devo salvare te. Devo salvarti dal carcere.
Ormai mi sono fatta una ragione del fatto che tu sia lì; quindi ti salverò facendoti passare il tempo là dentro nel migliore dei modi. Spero al più presto con le mie visite. Per il momento mandandoti dei soldi, regalandoti vestiti nuovi che compro con tanto amore, comprandoti sempre la tua rivista preferita che leggevamo insieme, portandoti i libri che ami, e tutte queste cose con post-it pieni di frasi d'amore.
Sono tutti soldi che do col cuore, non potrei spenderli in modo migliore, in nessun modo davvero.
Ma soprattutto, allieto le tue giornate con le mie lettere.
Quante te ne ho scritte ormai? 10? 15? 20? Fra lettere, foto, commenti e messaggi di facebook su di te... Quante cose! Non vedo l'ora che tu esca per rileggere tutto insieme e farci una sana risata...
Leggeremo tutto stretti sul divano, avvinghiati come sempre per sentirci fisicamente, aggrappati l'uno all'altro come ora sono aggrappate le nostre anime. Rideremo e ci baceremo; ci daremo tutti i baci che ci sono mancati in questo periodo. Mi mancano i tuoi baci, dolci, violenti; i tuoi baci e le tue mani mi parlano, mi parlano di amore vero, di passione, di voglia di stare insieme per tutta la vita.
E così sia. Me l'hai chiesto, mettendomi un anello al dito, e io l'ho messo a te, rispondendoti di sì.
Sì Ganga, amore mio.
E così sia: finchè morte non ci separi.
I miss u so much baby...
Ganga perchè non sei qui? Perchè hanno preso te e non tutti gli altri che fanno mille casini in giro? Perchè non sei qui con me? Non voglio sembrare egoista. Voglio solo che tu esca in fretta.
Non voglio fare la checca triste, ma come faccio? Non posso sempre essere la dura di turno.
Non sono fatta di ferro, e ho un cuore. Altrochè se ce l'ho un cuore. E pure tanto grande. Non piango da parecchi giorni per te: ho imparato a non farlo grazie ai tuoi insegnamenti.
Non piango lacrime, ma il mio cuore sanguina. Mi sanguina il cuore. Come se ci avessero fatto dentro un buco col trapano e piano piano si stia sgonfiando. Come un palloncino.
Il mio cuore è un palloncino rosso che sanguina. Come il sangue che mi è sceso dalle vene quella volta nella vasca da bagno che sono svenuta ma tu eri lì e mi hai salvato mi hai fasciato le braccia mi hai portata in braccio sul divano mi hai coccolato mi hai stretta forte come una bambina, piangendo dolore con me, la tua piccola principessa triste.
Tu mi hai sempre salvata, da ogni cosa.
Ora io devo salvare te. Devo salvarti dal carcere.
Ormai mi sono fatta una ragione del fatto che tu sia lì; quindi ti salverò facendoti passare il tempo là dentro nel migliore dei modi. Spero al più presto con le mie visite. Per il momento mandandoti dei soldi, regalandoti vestiti nuovi che compro con tanto amore, comprandoti sempre la tua rivista preferita che leggevamo insieme, portandoti i libri che ami, e tutte queste cose con post-it pieni di frasi d'amore.
Sono tutti soldi che do col cuore, non potrei spenderli in modo migliore, in nessun modo davvero.
Ma soprattutto, allieto le tue giornate con le mie lettere.
Quante te ne ho scritte ormai? 10? 15? 20? Fra lettere, foto, commenti e messaggi di facebook su di te... Quante cose! Non vedo l'ora che tu esca per rileggere tutto insieme e farci una sana risata...
Leggeremo tutto stretti sul divano, avvinghiati come sempre per sentirci fisicamente, aggrappati l'uno all'altro come ora sono aggrappate le nostre anime. Rideremo e ci baceremo; ci daremo tutti i baci che ci sono mancati in questo periodo. Mi mancano i tuoi baci, dolci, violenti; i tuoi baci e le tue mani mi parlano, mi parlano di amore vero, di passione, di voglia di stare insieme per tutta la vita.
E così sia. Me l'hai chiesto, mettendomi un anello al dito, e io l'ho messo a te, rispondendoti di sì.
Sì Ganga, amore mio.
E così sia: finchè morte non ci separi.
Obsession.
No, non è un profumo di Calvin Klein.
Ma la mia reale ossessione. Ho sognato che mi facevo, qui sul divano su cui ho dormito perchè la mia camera ieri era troppo fredda, poco prima di svegliarmi. Mi sono svegliata alle 11:00 per fortuna (è così bello svegliarsi tardi, i giorni passano molto più velocemente, ci avete fatto caso?) e non ho pensato ad altro in quest'ora. Sono le 12:00. E vorrei tanto farmi.
Forse è anche il problema che oggi il mio meta lo devo prendere tardi, verso le 14:00. In effetti quando bevo tardi ho spesso questi pensieri strani, mentre se vado la mattina presto alle 9 o alle 10 appena alzata non ho neanche il tempo di pensarci.
Però, che voglia. Che voglia. Ogni tanto, ogni tanto spesso anzi, mi chiedo come ho fatto ad infilarmi qui ed esserci rimasta per la bellezza di quasi 5 anni, senza rendermi conto di fare una cosa sbagliata. O per lo meno, una cosa non molto salutare. Non è per un cazzo sbagliato! Se mi va di fare una cosa la faccio a mio rischio e pericolo, giusto? Quindi sono cazzi miei. Non c'è niente di giusto o sbagliato. Tutto dipende da quanto una persona si sente in colpa quando fa qualcosa, e questo definisce la sua concezione di giusto o sbagliato. Giusto?
Devo smetterla di darmi conferme a ragionamenti impossibili. Non mi devo fare punto e basta. Non ci devo pensare perchè se no sto male pure fisicamente, quindi basta, tirarsela via dalla testa.
Fosse facile. Ma vaffanculo va.
Vado ad annegare i miei problemi svuotando la lavastoviglie. Magari riesco ad affondarli fra le padelle e le forchette lucide.
Ma la mia reale ossessione. Ho sognato che mi facevo, qui sul divano su cui ho dormito perchè la mia camera ieri era troppo fredda, poco prima di svegliarmi. Mi sono svegliata alle 11:00 per fortuna (è così bello svegliarsi tardi, i giorni passano molto più velocemente, ci avete fatto caso?) e non ho pensato ad altro in quest'ora. Sono le 12:00. E vorrei tanto farmi.
Forse è anche il problema che oggi il mio meta lo devo prendere tardi, verso le 14:00. In effetti quando bevo tardi ho spesso questi pensieri strani, mentre se vado la mattina presto alle 9 o alle 10 appena alzata non ho neanche il tempo di pensarci.
Però, che voglia. Che voglia. Ogni tanto, ogni tanto spesso anzi, mi chiedo come ho fatto ad infilarmi qui ed esserci rimasta per la bellezza di quasi 5 anni, senza rendermi conto di fare una cosa sbagliata. O per lo meno, una cosa non molto salutare. Non è per un cazzo sbagliato! Se mi va di fare una cosa la faccio a mio rischio e pericolo, giusto? Quindi sono cazzi miei. Non c'è niente di giusto o sbagliato. Tutto dipende da quanto una persona si sente in colpa quando fa qualcosa, e questo definisce la sua concezione di giusto o sbagliato. Giusto?
Devo smetterla di darmi conferme a ragionamenti impossibili. Non mi devo fare punto e basta. Non ci devo pensare perchè se no sto male pure fisicamente, quindi basta, tirarsela via dalla testa.
Fosse facile. Ma vaffanculo va.
Vado ad annegare i miei problemi svuotando la lavastoviglie. Magari riesco ad affondarli fra le padelle e le forchette lucide.
sabato 10 dicembre 2011
La maledetta voglia.
Sento il bisogno di scriverlo qua, per non rischiare di fare qualche cazzata tipo uscire di casa in pigiama andare in autostop in città e farmi 40 km per trovare una pera. Così mi calmo sssssh da brava zitta e buona resta ferma sul divano e continua a scrivere tic tac tic tac sulla tastiera brava bambina stai qui al caldo e non fare la cretina...
Un mese. Un mese è passato dall'ultima pera.
Il metadone guarisce il fisico non la mente. La mia mente non ci pensa per giorni e poi puf quella voglia maledetta di infilarmi un ago nel braccio come facevo sempre... Era il mio compagno di giornate insieme all'amore mio, era il NOSTRO compagno di giornate. Farmacia. Apre alle 3 e mezza sono le 3 e ho questa cazzo di busta addosso e sbaviamo e cazzo ma perchè c'è l'orario estivo, così vicina eppure così lontana perchè senza farmacia non ce ne facciamo nulla...
Giriamo a vuoto perdiamo tempo passa un minuto cinque dieci e dai e dai cazzo apri merda di farmacista che sto male porcoddio inizio a grattare inizio a sudare vaffanculo farmacia vaffanculo orario estivo e cazzo dai che sono le 3 e mezza vola dentro tieni il cane vado io e poi al farmacista ciao mi dai una da due e mezzo un'insulina tre aghi da insulina e una fiala ciao grazie e andiamo.
Mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm.
Calma. Devo stare calma. Ferma qui. Zitta. Muta. E ferma.
Ragionare.
Ma come si fa a ragionare quando si pensa a quanto è bella? Eh? Me lo dite voi che non siete dei poveri tossici pezzenti maledetti? Come cazzo si fa a ragionare? Come cazzo si fa a dire di no?
Un mese che dico di no, ma scherziamo?? UN MESE.
Cazzo un mese ma è tantissimo ma come ho fatto? Ce la farò ancora??
Dio quanto vorrei trovare qualche scusa per non farcela... Eh è passato quello e mi ha offerto eh ho trovato il nostro magrebo che me l'ha regalata eh è caduta del cielo eh l'ho trovata per terra....
MAGARI.
Ma non ho scuse. Non ho scuse per farmi, non ho scuse per buttare via soldi salute e vita.
Non ho scuse. La cosa che mi trattiene di più dal farlo è il tuo pensiero. Il pensiero di TE, là dentro, che pensi a ME.
E io voglio pensare a TE, non a LEI. Lei è come una specie di terzo incomodo. Roba, puttana maledetta.
Ti odio e ti amo. Ti amo e ti odio.
Ma amo di più Ganga. Ti resisterò troia tentatrice. Non mi piegherai più. Io penso a lui. Devo e voglio pensare SOLO a lui, non a te.
Vattene. Vattene da me e dalla mia vita, vattene da noi e dalla nostra vita.
Ganga ti amo. Esci, vieni fuori a salvarmi.
Un mese. Un mese è passato dall'ultima pera.
Il metadone guarisce il fisico non la mente. La mia mente non ci pensa per giorni e poi puf quella voglia maledetta di infilarmi un ago nel braccio come facevo sempre... Era il mio compagno di giornate insieme all'amore mio, era il NOSTRO compagno di giornate. Farmacia. Apre alle 3 e mezza sono le 3 e ho questa cazzo di busta addosso e sbaviamo e cazzo ma perchè c'è l'orario estivo, così vicina eppure così lontana perchè senza farmacia non ce ne facciamo nulla...
Giriamo a vuoto perdiamo tempo passa un minuto cinque dieci e dai e dai cazzo apri merda di farmacista che sto male porcoddio inizio a grattare inizio a sudare vaffanculo farmacia vaffanculo orario estivo e cazzo dai che sono le 3 e mezza vola dentro tieni il cane vado io e poi al farmacista ciao mi dai una da due e mezzo un'insulina tre aghi da insulina e una fiala ciao grazie e andiamo.
Mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm.
Calma. Devo stare calma. Ferma qui. Zitta. Muta. E ferma.
Ragionare.
Ma come si fa a ragionare quando si pensa a quanto è bella? Eh? Me lo dite voi che non siete dei poveri tossici pezzenti maledetti? Come cazzo si fa a ragionare? Come cazzo si fa a dire di no?
Un mese che dico di no, ma scherziamo?? UN MESE.
Cazzo un mese ma è tantissimo ma come ho fatto? Ce la farò ancora??
Dio quanto vorrei trovare qualche scusa per non farcela... Eh è passato quello e mi ha offerto eh ho trovato il nostro magrebo che me l'ha regalata eh è caduta del cielo eh l'ho trovata per terra....
MAGARI.
Ma non ho scuse. Non ho scuse per farmi, non ho scuse per buttare via soldi salute e vita.
Non ho scuse. La cosa che mi trattiene di più dal farlo è il tuo pensiero. Il pensiero di TE, là dentro, che pensi a ME.
E io voglio pensare a TE, non a LEI. Lei è come una specie di terzo incomodo. Roba, puttana maledetta.
Ti odio e ti amo. Ti amo e ti odio.
Ma amo di più Ganga. Ti resisterò troia tentatrice. Non mi piegherai più. Io penso a lui. Devo e voglio pensare SOLO a lui, non a te.
Vattene. Vattene da me e dalla mia vita, vattene da noi e dalla nostra vita.
Ganga ti amo. Esci, vieni fuori a salvarmi.
Un bagliore di stabilità.
Ci siamo.
Lunedì si inizia un nuovo percorso.
Lunedì mattina andrò in città a vivere, con la coinquilina più diversa possibile da me ma a cui voglio tanto, tanto bene. Mi farà bene stare con lei. Lei è una delle poche persone che riesce a strapparmi sempre un sorriso, e sono FELICE di averla ritrovata dopo esserci perse di vista per tanto tempo.
Quella mansarda è fantastica: è un nido in cui arrampicarsi in cima alla città, in cui riposare, in cui ridere, in cui vivere con un po' di convenzionale "normalità".
Appuntamento col medico del SERT: mi farò abbassare il metadone, altro inizio di un percorso. Non posso prenderlo a vita, non voglio ridurmi come quel vecchio che ogni mattina è pronto là fuori dalla bellezza di 40 anni di terapia, e ne ha 60 di età. Non voglio dipendere da un farmaco. Voglio imparare a dipendere solo ed esclusivamente da me stessa e dalle mie scelte. Non voglio essere condizionata da una medicina, non poter andare via un weekend, non poter fare NIENTE perchè tutti i giorni ho questa croce maledetta da portare.
Martedì: martedì mattina, ore 8:30, si inizia il lavoro nuovo. Sarò brava? Ce la farò? Sono sicura di sì: mi impegnerò al massimo e ce la DEVO fare, a tutti i costi. Dimostrerò al mondo che anche questa volta, dopo una caduta tremenda, sono riuscita ad alzarmi. Ho qualche graffio in più di prima, ma sono tutta intera.
Spero di non cadere ancora per un bel po' di tempo. In 20 miseri anni sono caduta troppe volte, ho visto e vissuto troppe brutte cose che mi sono bastate per una vita intera. Ora BASTA. Mi merito anch'io un po' di felicità, o no? Un po' di quiete, un po' di calma. Un po' di stabilità.
Forse la prossima settimana ce la farò a vedere l'amore mio. Lo spero con tutto il cuore. Il regalo di Natale più bello per me sarebbe poter passare un'ora insieme a lui, abbracciarlo, baciarlo, toccarlo. Mi manca così tanto. Ho bisogno di vederlo. Un bisogno che nasce da dentro, dalle viscere dal cuore o cazzo se mi manca. Non vedo l'ora che tutto questo finisca, voglio vivere con te gioia mia, voglio finalmente tornare a vivere per davvero. Stavolta lo faremo nel modo giusto. Te lo prometto. Questo per me è un periodo di grandi cambiamenti, l'unica cosa che resta sempre lì sei tu, e io resto per te. Ti aspetto, ti aspetto, ti aspetto, e ti amo da morire.
Lunedì si inizia un nuovo percorso.
Lunedì mattina andrò in città a vivere, con la coinquilina più diversa possibile da me ma a cui voglio tanto, tanto bene. Mi farà bene stare con lei. Lei è una delle poche persone che riesce a strapparmi sempre un sorriso, e sono FELICE di averla ritrovata dopo esserci perse di vista per tanto tempo.
Quella mansarda è fantastica: è un nido in cui arrampicarsi in cima alla città, in cui riposare, in cui ridere, in cui vivere con un po' di convenzionale "normalità".
Appuntamento col medico del SERT: mi farò abbassare il metadone, altro inizio di un percorso. Non posso prenderlo a vita, non voglio ridurmi come quel vecchio che ogni mattina è pronto là fuori dalla bellezza di 40 anni di terapia, e ne ha 60 di età. Non voglio dipendere da un farmaco. Voglio imparare a dipendere solo ed esclusivamente da me stessa e dalle mie scelte. Non voglio essere condizionata da una medicina, non poter andare via un weekend, non poter fare NIENTE perchè tutti i giorni ho questa croce maledetta da portare.
Martedì: martedì mattina, ore 8:30, si inizia il lavoro nuovo. Sarò brava? Ce la farò? Sono sicura di sì: mi impegnerò al massimo e ce la DEVO fare, a tutti i costi. Dimostrerò al mondo che anche questa volta, dopo una caduta tremenda, sono riuscita ad alzarmi. Ho qualche graffio in più di prima, ma sono tutta intera.
Spero di non cadere ancora per un bel po' di tempo. In 20 miseri anni sono caduta troppe volte, ho visto e vissuto troppe brutte cose che mi sono bastate per una vita intera. Ora BASTA. Mi merito anch'io un po' di felicità, o no? Un po' di quiete, un po' di calma. Un po' di stabilità.
Forse la prossima settimana ce la farò a vedere l'amore mio. Lo spero con tutto il cuore. Il regalo di Natale più bello per me sarebbe poter passare un'ora insieme a lui, abbracciarlo, baciarlo, toccarlo. Mi manca così tanto. Ho bisogno di vederlo. Un bisogno che nasce da dentro, dalle viscere dal cuore o cazzo se mi manca. Non vedo l'ora che tutto questo finisca, voglio vivere con te gioia mia, voglio finalmente tornare a vivere per davvero. Stavolta lo faremo nel modo giusto. Te lo prometto. Questo per me è un periodo di grandi cambiamenti, l'unica cosa che resta sempre lì sei tu, e io resto per te. Ti aspetto, ti aspetto, ti aspetto, e ti amo da morire.
giovedì 8 dicembre 2011
Siringhe; Sprizze; Spade.
Queste sono le 3 S.
3 modi per dare un nome alla stessa cosa.
Io in quella cosa vedo tanti altri sottoinsiemi...
Ci vedo la libertà; ci vedo il godimento; ci vedo l'offuscamento dei sensi, le risate, l'onnipotenza, il fregarsene di chiunque e di qualunque cosa; ci vedo i pomeriggi passati a cercare un magrebo e noi con 20€ in tasca, sporchi, con i nostri zaini e Killa al giunzaglio, a contrattare e poi quello che non ti vuole aprire la busta e allora ti incazzi e poi "amico roba buona prossima volta faccio sconto" e poi busta nelle tette e andiamo al nostro posto in mezzo alle piante e le S usate degli altri e attenzione e prendiamo il cane in braccio che se no magari si taglia per carità ci manca solo questa e poi occhio a dove si cammina per colpa di quei bastardi che non sono capaci di metterci il cappuccio e buttarla nel cestino e io magari mi devo prendere l'epatite o l'AIDS per colpa tua brutto figlio di puttana ma vaffanculo e fai la persona civile. E poi silenzio sssh tira fuori il laccio e cerca una cazzo di vena che non ne ho mamma mia che scleri e poi oh cazzo l'hai presa al primo colpo oddio ma non ci credo oh sì sale sale sale ammazza che buona oddio non ci vedo più oh cazzo grazie amore e poi inizi a parlare più lentamente e poi gli occhi socchiusi e col fazzolettino sul buco perchè una gocciolina di sangue ci esce e lì a guardare per aria con un sorriso ebete soddisfatto stampato in faccia.
E poi andiamo via prendi il cane dai non facciamoci vedere e torniamo a vagare per la città come due cadaveri ambulanti. Una volta al giorno? No; due, tre quattro, a volte di più, a seconda di quanto la roba era buona. Però noi almeno le nostre S le abbiamo sempre chiuse e abbiamo sempre tirato su tutto fiale fazzoletti qualsiasi cosa e tutto nella carta della farmacia e tutto nel cestino.
Ma perchè devo rischiare di far del male a persone che non c'entrano?? Il nostro sangue è più pulito che se lo lavassimo in varichina ma cazzo in ogni caso non si fa come fanno tanti, che rischiano di rovinare la vita alla gente perchè tanto la loro fa schifo perciò non gli interessa di nessuno.
Io, noi, e l'eroina. Mamma che trio. Il trio delle meraviglie.
Il trio si è sciolto. Siamo diventati io, noi e il metadone, che più o meno siamo sempre la stessa cosa ma vabbè almeno è legale e non ci dobbiamo nascondere.
Il trio fra poco si scioglierà di nuovo: resteremo solo NOI.
Senza metadone e senza più S.
Ganga, ti amo. Senza di te è dura. Esci presto da lì, potrei impazzire.
3 modi per dare un nome alla stessa cosa.
Io in quella cosa vedo tanti altri sottoinsiemi...
Ci vedo la libertà; ci vedo il godimento; ci vedo l'offuscamento dei sensi, le risate, l'onnipotenza, il fregarsene di chiunque e di qualunque cosa; ci vedo i pomeriggi passati a cercare un magrebo e noi con 20€ in tasca, sporchi, con i nostri zaini e Killa al giunzaglio, a contrattare e poi quello che non ti vuole aprire la busta e allora ti incazzi e poi "amico roba buona prossima volta faccio sconto" e poi busta nelle tette e andiamo al nostro posto in mezzo alle piante e le S usate degli altri e attenzione e prendiamo il cane in braccio che se no magari si taglia per carità ci manca solo questa e poi occhio a dove si cammina per colpa di quei bastardi che non sono capaci di metterci il cappuccio e buttarla nel cestino e io magari mi devo prendere l'epatite o l'AIDS per colpa tua brutto figlio di puttana ma vaffanculo e fai la persona civile. E poi silenzio sssh tira fuori il laccio e cerca una cazzo di vena che non ne ho mamma mia che scleri e poi oh cazzo l'hai presa al primo colpo oddio ma non ci credo oh sì sale sale sale ammazza che buona oddio non ci vedo più oh cazzo grazie amore e poi inizi a parlare più lentamente e poi gli occhi socchiusi e col fazzolettino sul buco perchè una gocciolina di sangue ci esce e lì a guardare per aria con un sorriso ebete soddisfatto stampato in faccia.
E poi andiamo via prendi il cane dai non facciamoci vedere e torniamo a vagare per la città come due cadaveri ambulanti. Una volta al giorno? No; due, tre quattro, a volte di più, a seconda di quanto la roba era buona. Però noi almeno le nostre S le abbiamo sempre chiuse e abbiamo sempre tirato su tutto fiale fazzoletti qualsiasi cosa e tutto nella carta della farmacia e tutto nel cestino.
Ma perchè devo rischiare di far del male a persone che non c'entrano?? Il nostro sangue è più pulito che se lo lavassimo in varichina ma cazzo in ogni caso non si fa come fanno tanti, che rischiano di rovinare la vita alla gente perchè tanto la loro fa schifo perciò non gli interessa di nessuno.
Io, noi, e l'eroina. Mamma che trio. Il trio delle meraviglie.
Il trio si è sciolto. Siamo diventati io, noi e il metadone, che più o meno siamo sempre la stessa cosa ma vabbè almeno è legale e non ci dobbiamo nascondere.
Il trio fra poco si scioglierà di nuovo: resteremo solo NOI.
Senza metadone e senza più S.
Ganga, ti amo. Senza di te è dura. Esci presto da lì, potrei impazzire.
mercoledì 7 dicembre 2011
Vita da ufficio.
Ore 20:33.
Finalmente ho trovato un cazzo di lavoro normale! Si inizia martedì il periodo di prova; farò la centralinista in un call center. Ergo, quei simpaticissimi rompicoglioni che telefonano a tutte le ore offrendo promozioni allettanti da far venire la bava alla bocca, e da farla ritirare non appena si sente il prezzo.
No dai seriamente, sarò finalmente l'impiegata che ho sempre sognato di essere, anche se ad alcuni sembrerà strano. Io mi sono sempre vista nel mio ufficio, con i miei bei vestiti da ufficio, con il mio computer, il mio telefono, la mia scrivania piena di post-it, pause davanti alla macchinetta del caffè e di corsa a fumare una sigaretta, pause pranzo, e via dal lunedì al venerdì, weekend libero, orari da ufficio. Insomma, una vita da ufficio, con un ottimo stipendio da ufficio. Direi che forse la fortuna sta iniziando a girare anche per me!! FORSE... Speriamo in bene... Sono stufa di brutte cose negative!!! E sono soprattutto felicissima di aver trovato lavoro per NOI... Riuscirò a realizzare un po' di cose un po' alla volta... appartamentino in affitto (pure un monolocale va benissimo per ora), un gatto, una macchina, fare la spesa e perdere le chiavi di casa insieme e "oddio amore ma ce le avevi tu dove cazzo sono finite dai muoviti sono le 8 sono in ritardo bestia cazzo muovitiiiiiiiii devo andareeeeeee" e tornare la sera e "amore com'è andata la giornata a me tutto bene grazie beh a parte sai quella collega vacca che ti dicevo mamma mia che bla bla di stronzate dice beh comunque ordiniamo una pizza gioia non mi va di cucinare stasera che dici mamma mia so stanchissima ci guardiamo un po' di tele ci facciamo una scopata colossale e poi andiamo a nanna?" e poi weekend fatti di cinema, teatro, uscite, passeggiate col cane, cene fuori, qualche rave di nuovo ma stavolta solo ogni tanto perchè ormai siamo grandi, e baci e amore e tutto riempito di felicità. Forse non sarà un gran sogno ma è il nostro. E va bene così. A noi, va benissimo.
Buona serata.
Finalmente ho trovato un cazzo di lavoro normale! Si inizia martedì il periodo di prova; farò la centralinista in un call center. Ergo, quei simpaticissimi rompicoglioni che telefonano a tutte le ore offrendo promozioni allettanti da far venire la bava alla bocca, e da farla ritirare non appena si sente il prezzo.
No dai seriamente, sarò finalmente l'impiegata che ho sempre sognato di essere, anche se ad alcuni sembrerà strano. Io mi sono sempre vista nel mio ufficio, con i miei bei vestiti da ufficio, con il mio computer, il mio telefono, la mia scrivania piena di post-it, pause davanti alla macchinetta del caffè e di corsa a fumare una sigaretta, pause pranzo, e via dal lunedì al venerdì, weekend libero, orari da ufficio. Insomma, una vita da ufficio, con un ottimo stipendio da ufficio. Direi che forse la fortuna sta iniziando a girare anche per me!! FORSE... Speriamo in bene... Sono stufa di brutte cose negative!!! E sono soprattutto felicissima di aver trovato lavoro per NOI... Riuscirò a realizzare un po' di cose un po' alla volta... appartamentino in affitto (pure un monolocale va benissimo per ora), un gatto, una macchina, fare la spesa e perdere le chiavi di casa insieme e "oddio amore ma ce le avevi tu dove cazzo sono finite dai muoviti sono le 8 sono in ritardo bestia cazzo muovitiiiiiiiii devo andareeeeeee" e tornare la sera e "amore com'è andata la giornata a me tutto bene grazie beh a parte sai quella collega vacca che ti dicevo mamma mia che bla bla di stronzate dice beh comunque ordiniamo una pizza gioia non mi va di cucinare stasera che dici mamma mia so stanchissima ci guardiamo un po' di tele ci facciamo una scopata colossale e poi andiamo a nanna?" e poi weekend fatti di cinema, teatro, uscite, passeggiate col cane, cene fuori, qualche rave di nuovo ma stavolta solo ogni tanto perchè ormai siamo grandi, e baci e amore e tutto riempito di felicità. Forse non sarà un gran sogno ma è il nostro. E va bene così. A noi, va benissimo.
Buona serata.
martedì 6 dicembre 2011
Il dramma tardo-serale.
Sono le 23:46.
Cazzo, è passato un mese e un giorno. Un mese e un giorno senza di te. Tu, chiuso là dentro.
Merda. E io chiusa qua dentro, dall'altra parte. Per me questo posto è una galera.
Tutto è una galera senza di te, tutti i luoghi che vedo durante il giorno, e non sono molti.
Gli unici posti che frequento assiduamente sono: casa; pronto soccorso per il metadone; e basta.
Ora che ci penso, sono davvero pochi. Sono DUE. Ma sto ridotta così male?
Io sto relativamente bene; ma sai, la cosa che mi fa davvero stare bene sono le tue lettere. Dio mio appena ne ricevo una ti giuro che sento letteralmente il cuore che fa le capriole.
Come fa un cuore a fare le capriole? Non lo può capire chi non ha trovato l'anima gemella.
Anima gemella? Ma che cazzo sto dicendo! Tu non sei la mia anima gemella, sei molto di più.
Noi due siamo semplicemente NOI, insieme, dal primo momento in cui ti ho guardato negli occhi ho saputo che tu saresti stato mio, e io sarei stata tua, per l'eternità.
Abbiamo passato entrambi cose molto, molto, ma molto dure. Ma ne siamo usciti. Insieme.
Noi due possiamo contare l'uno sull'altro, siamo semplicemente VITA INSIEME.
Non ci sono altre parole. Non vedo l'ora che tu esca da lì.
Riesco ad essere forte, senza dubbio, ma in certi momenti mamma mia...
Vorrei solo sparire. Vorrei che la terra si aprisse per inghiottirmi e portarmi da te.
Vorrei vederti in cella, per una strana perversione mia, vorrei VEDERE come passi una giornata.
Ma vorrei vedere di nuovo tante altre giornate insieme.
Tutte le giornate che ci restano.
Quando mi sento dire tutto ciò da te, nelle tue lettere, mi scappa sempre una lacrimuccia. Di gioia.
Mi scrivi delle cose davvero meravigliose, mi sembra di averti lì e sentirti parlare.
Infatti le leggo molto spesso. Probabilmente si rovineranno lungo le pieghe col tempo, e non si leggeranno più alcune lettere per le sbavature delle lacrime.
Ma quando quel momento arriverà, le staremo rileggendo insieme, mano nella mano, abbracciati, ridendo, in casa nostra. Insieme. Sempre insieme. Mi manchi vita mia. Buona notte. Ti amo e ti aspetto, sempre e per sempre, sei la mia vita. Tua per sempre, baby.
Cazzo, è passato un mese e un giorno. Un mese e un giorno senza di te. Tu, chiuso là dentro.
Merda. E io chiusa qua dentro, dall'altra parte. Per me questo posto è una galera.
Tutto è una galera senza di te, tutti i luoghi che vedo durante il giorno, e non sono molti.
Gli unici posti che frequento assiduamente sono: casa; pronto soccorso per il metadone; e basta.
Ora che ci penso, sono davvero pochi. Sono DUE. Ma sto ridotta così male?
Io sto relativamente bene; ma sai, la cosa che mi fa davvero stare bene sono le tue lettere. Dio mio appena ne ricevo una ti giuro che sento letteralmente il cuore che fa le capriole.
Come fa un cuore a fare le capriole? Non lo può capire chi non ha trovato l'anima gemella.
Anima gemella? Ma che cazzo sto dicendo! Tu non sei la mia anima gemella, sei molto di più.
Noi due siamo semplicemente NOI, insieme, dal primo momento in cui ti ho guardato negli occhi ho saputo che tu saresti stato mio, e io sarei stata tua, per l'eternità.
Abbiamo passato entrambi cose molto, molto, ma molto dure. Ma ne siamo usciti. Insieme.
Noi due possiamo contare l'uno sull'altro, siamo semplicemente VITA INSIEME.
Non ci sono altre parole. Non vedo l'ora che tu esca da lì.
Riesco ad essere forte, senza dubbio, ma in certi momenti mamma mia...
Vorrei solo sparire. Vorrei che la terra si aprisse per inghiottirmi e portarmi da te.
Vorrei vederti in cella, per una strana perversione mia, vorrei VEDERE come passi una giornata.
Ma vorrei vedere di nuovo tante altre giornate insieme.
Tutte le giornate che ci restano.
Quando mi sento dire tutto ciò da te, nelle tue lettere, mi scappa sempre una lacrimuccia. Di gioia.
Mi scrivi delle cose davvero meravigliose, mi sembra di averti lì e sentirti parlare.
Infatti le leggo molto spesso. Probabilmente si rovineranno lungo le pieghe col tempo, e non si leggeranno più alcune lettere per le sbavature delle lacrime.
Ma quando quel momento arriverà, le staremo rileggendo insieme, mano nella mano, abbracciati, ridendo, in casa nostra. Insieme. Sempre insieme. Mi manchi vita mia. Buona notte. Ti amo e ti aspetto, sempre e per sempre, sei la mia vita. Tua per sempre, baby.
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lunedì 5 dicembre 2011
A stomaco vuoto.
A stomaco vuoto non va bene: bere fumare fare sesso mangiare chewingum saltare ballare pisciare.
Ma dove sta scritto? Nella mia testa malata. A me fa male fare queste cose a stomaco vuoto.
Ho fame.
Per la prima volta da molto tempo ho fame, di cibo vero e consistente.
Ma la fame d'amore è saziata? Certo: è saziata ogni volta che ti scrivo una lettera o che ricevo una lettera; è saziata perchè tu ci sei, e io ci sono.
Tu per me, io per te.
Tu per noi, io per noi.
Noi per noi.
Noi per il nostro futuro.
Noi per la nostra vita.
Noi per la nostra casa.
Noi per il nostro denaro.
Noi per il nostro lavoro.
Noi per il nostro futuro.
E ancora: noi per il nostro futuro.
Questo è quello che conta. Esserci. Non importa dove.
Io a casa, tu in galera. Non mi importa. Non importa a nessuno. Non deve importare. Basta esserci.
La galera è un po' come una casa; la casa è un po' come la galera.
Strano come a volte le cose o le parole siano così semplicemente intercambiabili fra di loro.
Sì, decisamente strano. Ma cos'è in realtà la stranezza? Ognuno ha una sua concezione di normalità e di anormalità. La mia è decisamente strana. O anormale. Tutto ciò che mi/ci riguarda non è decisamente normale.
Vado a mangiare. Cibo. L'amore ce l'ho già, l'amore che ti spacca il cuore e ti fa sapere che è l'anima gemella, è lui ed è te allo stesso tempo. Semplicemente, è NOI.
Ti amo Ganga. Ti aspetto. Sono sempre qui, vita mia. Non vedo l'ora che tu esca. Ti amo, ti amo alla follia. Sei la mia forza e la mia gioia. Non mi stuferò mai di dirtelo. Ti amo, davvero.
Ma dove sta scritto? Nella mia testa malata. A me fa male fare queste cose a stomaco vuoto.
Ho fame.
Per la prima volta da molto tempo ho fame, di cibo vero e consistente.
Ma la fame d'amore è saziata? Certo: è saziata ogni volta che ti scrivo una lettera o che ricevo una lettera; è saziata perchè tu ci sei, e io ci sono.
Tu per me, io per te.
Tu per noi, io per noi.
Noi per noi.
Noi per il nostro futuro.
Noi per la nostra vita.
Noi per la nostra casa.
Noi per il nostro denaro.
Noi per il nostro lavoro.
Noi per il nostro futuro.
E ancora: noi per il nostro futuro.
Questo è quello che conta. Esserci. Non importa dove.
Io a casa, tu in galera. Non mi importa. Non importa a nessuno. Non deve importare. Basta esserci.
La galera è un po' come una casa; la casa è un po' come la galera.
Strano come a volte le cose o le parole siano così semplicemente intercambiabili fra di loro.
Sì, decisamente strano. Ma cos'è in realtà la stranezza? Ognuno ha una sua concezione di normalità e di anormalità. La mia è decisamente strana. O anormale. Tutto ciò che mi/ci riguarda non è decisamente normale.
Vado a mangiare. Cibo. L'amore ce l'ho già, l'amore che ti spacca il cuore e ti fa sapere che è l'anima gemella, è lui ed è te allo stesso tempo. Semplicemente, è NOI.
Ti amo Ganga. Ti aspetto. Sono sempre qui, vita mia. Non vedo l'ora che tu esca. Ti amo, ti amo alla follia. Sei la mia forza e la mia gioia. Non mi stuferò mai di dirtelo. Ti amo, davvero.
domenica 4 dicembre 2011
Posseduta dalla stanchezza.
Appena tornata a casa, spossata fisicamente e mentalmente.
Ieri sono stata in carcere, a portare un pacco alla vita mia. Vestiti, gli immancabili Tu Style, il nostro libro, e la Divina Commedia. Almeno ti "divertirai" un pochetto. Ah, e i sudoku.
Dio che bello era farli insieme: ti incazzavi sempre quando non riuscivi a mettere qualche numero, mollavi lì e facevi finire a me.
E io mi incazzavo ancora di più, perchè non bisogna mollare, e volevo che ti impegnassi fino a finirli da solo. Ce la farai stavolta, che io non sono lì con te? Riuscirai a risolverli, o guarderai le soluzioni?
Non bisogna guardare le soluzioni. Sarebbe tutto troppo facile al mondo. Io sono contraria alla pubblicazione delle soluzioni. Il tuo cervello deve fare tutto da solo, finchè può.
Se vuoi, puoi chiedere aiuto.
Ma sbirciare, no.
E' possibile morire di noia? O di sfinimento? Mi informerò.
La noia e la stanchezza mi possiedono: sto facendo tante, troppe cose tutte insieme: ma ce la faccio.
Dove ho trovato tutta questa forza? Me lo sto ancora chiedendo.
In tanti momenti vorrei buttarmi sul divano, restare lì col mio pigiama e nascondere la testa sotto al cuscino; dormire dormire dormire e risvegliarmi il giorno in cui tu uscirai da lì.
Sarà possibile? Magari lo faccio per qualche giorno.
La forza mi dà sorrisi: sono sorrisi spesso di circostanza, spesso falsi, ma questa è la facciata che voglio tenere davanti al mondo. Se mi mostro una dura, lo sarò. Io non sono debole. Ho un paio di palle grosse così, e nel momento del bisogno le ho tirate fuori per davvero. Se questo non era un bisogno serio...
Sono fiera di me stessa: è la prima volta che me lo dico in vita mia.
Sono fiera di me stessa per stare vicina a una persona abbandonata dai più; sono fiera di saper amare e di averlo imparato grazie a lui; sono fiera delle mie palle; sono fiera di non cedere anche quando vorrei.
Ieri sono stata in carcere, a portare un pacco alla vita mia. Vestiti, gli immancabili Tu Style, il nostro libro, e la Divina Commedia. Almeno ti "divertirai" un pochetto. Ah, e i sudoku.
Dio che bello era farli insieme: ti incazzavi sempre quando non riuscivi a mettere qualche numero, mollavi lì e facevi finire a me.
E io mi incazzavo ancora di più, perchè non bisogna mollare, e volevo che ti impegnassi fino a finirli da solo. Ce la farai stavolta, che io non sono lì con te? Riuscirai a risolverli, o guarderai le soluzioni?
Non bisogna guardare le soluzioni. Sarebbe tutto troppo facile al mondo. Io sono contraria alla pubblicazione delle soluzioni. Il tuo cervello deve fare tutto da solo, finchè può.
Se vuoi, puoi chiedere aiuto.
Ma sbirciare, no.
E' possibile morire di noia? O di sfinimento? Mi informerò.
La noia e la stanchezza mi possiedono: sto facendo tante, troppe cose tutte insieme: ma ce la faccio.
Dove ho trovato tutta questa forza? Me lo sto ancora chiedendo.
In tanti momenti vorrei buttarmi sul divano, restare lì col mio pigiama e nascondere la testa sotto al cuscino; dormire dormire dormire e risvegliarmi il giorno in cui tu uscirai da lì.
Sarà possibile? Magari lo faccio per qualche giorno.
La forza mi dà sorrisi: sono sorrisi spesso di circostanza, spesso falsi, ma questa è la facciata che voglio tenere davanti al mondo. Se mi mostro una dura, lo sarò. Io non sono debole. Ho un paio di palle grosse così, e nel momento del bisogno le ho tirate fuori per davvero. Se questo non era un bisogno serio...
Sono fiera di me stessa: è la prima volta che me lo dico in vita mia.
Sono fiera di me stessa per stare vicina a una persona abbandonata dai più; sono fiera di saper amare e di averlo imparato grazie a lui; sono fiera delle mie palle; sono fiera di non cedere anche quando vorrei.
giovedì 1 dicembre 2011
Che ore sono? Le ore sono tutte uguali.
Tutti i giorni. TUTTI I SANTI GIORNI. Da troppi giorni ormai, e chissà per quanti altri ancora.
Tutte le cazzo di mattine, andare a quel cazzo di ospedale, a prendere quel cazzo di metadone.
Per quanto tempo ancora, seriamente?
Non capisco più il tempo. Le ore, i giorni, i secondi, le settimane, i mesi.
Sembra tutto così dannatamente UGUALE. SEMPRE UGUALE.
Ogni cosa è uguale a se stessa; non trovo più distinzioni nel tempo che divide le cose.
Le distinzioni fra le cose però le trovo ancora: so distinguere le cose, sì. Quello so farlo ancora.
Forse è una delle poche cose che ancora so fare. Che altro so fare? Che altro mi è rimasto?
I due grandi amori della mia vita spazzati via in un attimo.
Mio marito, e il mio cane. Ganga e Killa. Gli amori miei. E ora cos'ho?
Ho tante persone, tanto aiuto, ma di reale, di materiale, di VERO, cosa mi è rimasto?
Le persone, gli amici, la famiglia sono il 90%. Ma il resto? Anche se è poco, mi manca. MI SERVE.
Rivoglio il mio zaino rotto. I miei pochi vestiti. Il mio unico paio di scarpe. Rivoglio mio marito e il mio cane, rivoglio fare i cruciverba insieme e ridere, oh cazzo se rivoglio le risate con te. Rivoglio il nostro ascensore in cui dormire, rivoglio l'uva la sera, e andare a riempire l'acqua alla fontana e lamentarmi perchè non mi va di andarci io e allora dai amore per piacere solo stasera ti prego ti prego vai te daiiiii. Rivoglio LA STRADA.
O forse no? Forse rivoglio te, in un contesto diverso dalla strada.
Sì, forse così è più giusto. Però un po' mi manca pure lei, in effetti. Le stelle le docce pubbliche le birre alle 8 di mattina il sacco a pelo, e quel cazzo di freddo che mi faceva morire.
Appena appena ammetto che mi mancano, queste cose. Ma la cosa che mi manca di più sei tu. Killa non posso riaverlo, ma tu sì. Appena uscirai da quel dannato carcere, ti riavrò. Il pezzo più importante del puzzle che si è sfasciato, ce l'ho ancora. Sempre nel cuore, nelle lettere che ci scriviamo, nelle fotografie che riguardo. Tu sei sempre lì. Tu hai paura che non ci sia più io ma non devi, perchè io sono di parola e lo sai.
Ci sono e ci sarò; fra un giorno un mese un anno. Ci sarò, per il tempo che servirà.
E questo maledetto tempo, che passa, a volte non passa, a volte veloce a volte lento.
Quando scrivo il tempo VOLA. Scriverò molto spesso. Non posso mandarti dieci lettere al giorno quindi ho deciso di scrivere qui.
Scrivo per te, per me. Per noi. Per il tempo.
Tutte le cazzo di mattine, andare a quel cazzo di ospedale, a prendere quel cazzo di metadone.
Per quanto tempo ancora, seriamente?
Non capisco più il tempo. Le ore, i giorni, i secondi, le settimane, i mesi.
Sembra tutto così dannatamente UGUALE. SEMPRE UGUALE.
Ogni cosa è uguale a se stessa; non trovo più distinzioni nel tempo che divide le cose.
Le distinzioni fra le cose però le trovo ancora: so distinguere le cose, sì. Quello so farlo ancora.
Forse è una delle poche cose che ancora so fare. Che altro so fare? Che altro mi è rimasto?
I due grandi amori della mia vita spazzati via in un attimo.
Mio marito, e il mio cane. Ganga e Killa. Gli amori miei. E ora cos'ho?
Ho tante persone, tanto aiuto, ma di reale, di materiale, di VERO, cosa mi è rimasto?
Le persone, gli amici, la famiglia sono il 90%. Ma il resto? Anche se è poco, mi manca. MI SERVE.
Rivoglio il mio zaino rotto. I miei pochi vestiti. Il mio unico paio di scarpe. Rivoglio mio marito e il mio cane, rivoglio fare i cruciverba insieme e ridere, oh cazzo se rivoglio le risate con te. Rivoglio il nostro ascensore in cui dormire, rivoglio l'uva la sera, e andare a riempire l'acqua alla fontana e lamentarmi perchè non mi va di andarci io e allora dai amore per piacere solo stasera ti prego ti prego vai te daiiiii. Rivoglio LA STRADA.
O forse no? Forse rivoglio te, in un contesto diverso dalla strada.
Sì, forse così è più giusto. Però un po' mi manca pure lei, in effetti. Le stelle le docce pubbliche le birre alle 8 di mattina il sacco a pelo, e quel cazzo di freddo che mi faceva morire.
Appena appena ammetto che mi mancano, queste cose. Ma la cosa che mi manca di più sei tu. Killa non posso riaverlo, ma tu sì. Appena uscirai da quel dannato carcere, ti riavrò. Il pezzo più importante del puzzle che si è sfasciato, ce l'ho ancora. Sempre nel cuore, nelle lettere che ci scriviamo, nelle fotografie che riguardo. Tu sei sempre lì. Tu hai paura che non ci sia più io ma non devi, perchè io sono di parola e lo sai.
Ci sono e ci sarò; fra un giorno un mese un anno. Ci sarò, per il tempo che servirà.
E questo maledetto tempo, che passa, a volte non passa, a volte veloce a volte lento.
Quando scrivo il tempo VOLA. Scriverò molto spesso. Non posso mandarti dieci lettere al giorno quindi ho deciso di scrivere qui.
Scrivo per te, per me. Per noi. Per il tempo.
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