domenica 4 dicembre 2011

Posseduta dalla stanchezza.

Appena tornata a casa, spossata fisicamente e mentalmente.
Ieri sono stata in carcere, a portare un pacco alla vita mia. Vestiti, gli immancabili Tu Style, il nostro libro, e la Divina Commedia. Almeno ti "divertirai" un pochetto. Ah, e i sudoku.
Dio che bello era farli insieme: ti incazzavi sempre quando non riuscivi a mettere qualche numero, mollavi lì e facevi finire a me.
E io mi incazzavo ancora di più, perchè non bisogna mollare, e volevo che ti impegnassi fino a finirli da solo. Ce la farai stavolta, che io non sono lì con te? Riuscirai a risolverli, o guarderai le soluzioni?
Non bisogna guardare le soluzioni. Sarebbe tutto troppo facile al mondo. Io sono contraria alla pubblicazione delle soluzioni. Il tuo cervello deve fare tutto da solo, finchè può.
Se vuoi, puoi chiedere aiuto.
Ma sbirciare, no.
E' possibile morire di noia? O di sfinimento? Mi informerò.
La noia e la stanchezza mi possiedono: sto facendo tante, troppe cose tutte insieme: ma ce la faccio.
Dove ho trovato tutta questa forza? Me lo sto ancora chiedendo.
In tanti momenti vorrei buttarmi sul divano, restare lì col mio pigiama e nascondere la testa sotto al cuscino; dormire dormire dormire e risvegliarmi il giorno in cui tu uscirai da lì.
Sarà possibile? Magari lo faccio per qualche giorno.
La forza mi dà sorrisi: sono sorrisi spesso di circostanza, spesso falsi, ma questa è la facciata che voglio tenere davanti al mondo. Se mi mostro una dura, lo sarò. Io non sono debole. Ho un paio di palle grosse così, e nel momento del bisogno le ho tirate fuori per davvero. Se questo non era un bisogno serio...
Sono fiera di me stessa: è la prima volta che me lo dico in vita mia.
Sono fiera di me stessa per stare vicina a una persona abbandonata dai più; sono fiera di saper amare e di averlo imparato grazie a lui; sono fiera delle mie palle; sono fiera di non cedere anche quando vorrei.

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