giovedì 1 dicembre 2011

Che ore sono? Le ore sono tutte uguali.

Tutti i giorni. TUTTI I SANTI GIORNI. Da troppi giorni ormai, e chissà per quanti altri ancora.
Tutte le cazzo di mattine, andare a quel cazzo di ospedale, a prendere quel cazzo di metadone.
Per quanto tempo ancora, seriamente?
Non capisco più il tempo. Le ore, i giorni, i secondi, le settimane, i mesi.
Sembra tutto così dannatamente UGUALE. SEMPRE UGUALE.
Ogni cosa è uguale a se stessa; non trovo più distinzioni nel tempo che divide le cose.
Le distinzioni fra le cose però le trovo ancora: so distinguere le cose, sì. Quello so farlo ancora.
Forse è una delle poche cose che ancora so fare. Che altro so fare? Che altro mi è rimasto?
I due grandi amori della mia vita spazzati via in un attimo.
Mio marito, e il mio cane. Ganga e Killa. Gli amori miei. E ora cos'ho?
Ho tante persone, tanto aiuto, ma di reale, di materiale, di VERO, cosa mi è rimasto?
Le persone, gli amici, la famiglia sono il 90%. Ma il resto? Anche se è poco, mi manca. MI SERVE.
Rivoglio il mio zaino rotto. I miei pochi vestiti. Il mio unico paio di scarpe. Rivoglio mio marito e il mio cane, rivoglio fare i cruciverba insieme e ridere, oh cazzo se rivoglio le risate con te. Rivoglio il nostro ascensore in cui dormire, rivoglio l'uva la sera, e andare a riempire l'acqua alla fontana e lamentarmi perchè non mi va di andarci io e allora dai amore per piacere solo stasera ti prego ti prego vai te daiiiii. Rivoglio LA STRADA.
O forse no? Forse rivoglio te, in un contesto diverso dalla strada.
Sì, forse così è più giusto. Però un po' mi manca pure lei, in effetti. Le stelle le docce pubbliche le birre alle 8 di mattina il sacco a pelo, e quel cazzo di freddo che mi faceva morire.
Appena appena ammetto che mi mancano, queste cose. Ma la cosa che mi manca di più sei tu. Killa non posso riaverlo, ma tu sì. Appena uscirai da quel dannato carcere, ti riavrò. Il pezzo più importante del puzzle che si è sfasciato, ce l'ho ancora. Sempre nel cuore, nelle lettere che ci scriviamo, nelle fotografie che riguardo. Tu sei sempre lì. Tu hai paura che non ci sia più io ma non devi, perchè io sono di parola e lo sai.
Ci sono e ci sarò; fra un giorno un mese un anno. Ci sarò, per il tempo che servirà.
E questo maledetto tempo, che passa, a volte non passa, a volte veloce a volte lento.
Quando scrivo il tempo VOLA. Scriverò molto spesso. Non posso mandarti dieci lettere al giorno quindi ho deciso di scrivere qui.
Scrivo per te, per me. Per noi. Per il tempo.

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